«Sentivo Cassandra come una figura molto significativa per il nostro tempo. Durante un viaggio in Grecia ho visto Micene, ho vissuto con tutti i sensi il paesaggio che era stato di Cassandra. Mi ha interessato cogliere il punto cruciale, alla nascita della nostra cultura, in cui è cominciata quell’alienazione che adesso ci porta vicini all’autodistruzione. Mi ha interessato il momento in cui, con l’avvento della società patriarcale e gerarchica, l’espressione letteraria femminile sparisce per millenni».
Christa Wolf
«Voglio pregarvi di seguirmi in un viaggio» inizia Christa Wolf riferendosi a un viaggio in Grecia ma anche alle vie percorse dopo che Cassandra ha “preso possesso” di lei. Iniziamo così a seguirla tra le rovine di Cnosso, nella discussione delle teorie degli archeologi, attraverso la ricostruzione della storia dei miti, sulle tracce di una società forse matriarcale e forse pacifica. Ma Christa Wolf non si consola con l’idealizzazione di condizioni sociali primitive: prosegue esplorando le vie del pensiero maschile, da cui nasce l’odierna civiltà patriarcale, con la sua ossessione per la guerra. Che cosa può fare Cassandra schernita, inascoltata, dichiarata fuori dalla norma, in questo territorio maschile dove l’estetica è l’ennesimo schermo per proteggersi dalla realtà? Può parlare, scrivere, dare concretamente un nome alla preziosa vita quotidiana, raccontare la lotta delle donne per diventare soggetti.
Christa Wolf
Christa Wolf (1929-2011) è la più nota scrittrice contemporanea di lingua tedesca. Tra le sue opere ricordiamo: Riflessioni su Christa T., Il cielo diviso, Cassandra, Premesse a Cassandra, Nessun luogo. Da nessuna parte, Sotto i tigli, Guasto, Recita estiva, Che cosa resta, Pini e sabbia del Brandeburgo, Trama d’infanzia, Congedo dai fantasmi, Medea, L’altra Medea, In carne e ossa, Un giorno all’anno. 1960-2000, Con uno sguardo diverso, La città degli angeli, August, Parla, così ti vediamo, Epitaffio per i vivi, tutte pubblicate dalle nostre edizioni.