«Questo per lungo tempo non ho capito: che non tutti riuscivano a vedere quello che vedevo io. Che essi non percepivano la nuda insignificante figura degli eventi. Pensai che si prendessero gioco di me. Invece non scherzavano. Deve esserci un senso. Se fossimo formiche: l’intero popolo cieco si precipita nei fossati, annega, forma i ponti per i pochi sopravvissuti che sono il seme del nuovo popolo. Simili a formiche andiamo dentro ogni fuoco. Ogni acqua. Ogni fiume di sangue. Solo per non dover vedere. Che cosa? Noi».
Christa Wolf
Cassandra, la veggente figlia di Ecuba e di Priamo, dopo la caduta di Troia è prigioniera del vincitore Agamennone. Intrappolata nella fortezza di Micene dove attende la morte, la principessa troiana ripercorre il tramonto e la rovina della sua città: si affollano alla sua memoria la traversata dell’Egeo in tempesta, l’arrivo a Troia delle Amazzoni, i delitti di Achille la bestia, la rottura con il padre Priamo accecato dal meccanismo inarrestabile della guerra, la vita delle comunità femminili sulle rive del fiume Scamandro, l’amore con Enea.
In queste pagine Christa Wolf recupera lo sguardo e la voce della sacerdotessa troiana per darci un racconto di liberazione femminile.
Christa Wolf
Christa Wolf (1929-2011) è la più nota scrittrice contemporanea di lingua tedesca. Tra le sue opere ricordiamo: Riflessioni su Christa T., Il cielo diviso, Cassandra, Premesse a Cassandra, Nessun luogo. Da nessuna parte, Sotto i tigli, Guasto, Recita estiva, Che cosa resta, Pini e sabbia del Brandeburgo, Trama d’infanzia, Congedo dai fantasmi, Medea, L’altra Medea, In carne e ossa, Un giorno all’anno. 1960-2000, Con uno sguardo diverso, La città degli angeli, August, Parla, così ti vediamo, Epitaffio per i vivi, tutte pubblicate dalle nostre edizioni.